Rudy Dal Dosso

Nasce nell’agosto del 1973 a Isola della Scala.
La passione per l’arte è presente in lui fin dai primi anni e con il passare del tempo esplode sempre più nella ricerca della perfezione del suo stile.

Nel 1992 a seguito di un grave incidente stradale, ha sentito dentro se ancora più forte la voglia di dipingere, rappresentando nelle opere situazioni o avvenimenti attuali. Soltanto nel 1996 decide di iscriversi all’Istituto d’Arte di Bologna, pur essendo autodidatta.

L’arte in uno sguardo

Partecipa a vari “Gran Premi” a livello nazionale ed internazionale di pittura contemporanea, conseguendo attestati, diplomi di merito ed il passaggio da pittore ad artista, che rappresenta per lui un grande evento.

Nelle sue opere riesce ad esprimere sentimenti e stati d’animo scegliendo i colori con spontaneità.
La pennellata decisa e la ricerca del colore, cercano di catturare, nei dipinti, le emozioni del presente.


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Critica dal grande Vittorio Sgarbi

Rudy Dal Dosso

Pittura Alchemica

Quella di Rudy Dal Dosso è una tecnica materica, che in alcuni lavori

a tratti si fa pittura alchemica, dove la materia emerge con gesti e colori in una sintesi d’impeto, che va a mordere l’osso della struttura figurativa, fino a svelare ciò che importa: l’essenziale.

Pensieri e gesti ridotti al minimo sono l’approdo per gli artisti che sanno dove porre il dettaglio senza sovrastrutture , senza superfetazioni .

E cosi un fiore di Dal Dosso diventa un momento in più da osservare , nei suoi colori malefici alla Baudelaire, la cui corolla potrebbe benissimo saltar fuori dallo schermo della Piccola Bottega degli orrori, togliendo dosi per volontà propria dal concetto di fragile, delicato e profumato che il fiore reca con sé al solo pensiero di esso.

Il gesto capace e veloce fila via liscio sulle sue composizioni che esprimono ciò che l’artista ha interiorizzato di un oggetto, di un concetto, di un animale.

Sia chiaro, L’artista non ritrae mai ciò che vede ma ciò che ha dentro e che filtra con la sua capacità, sia pittorica che intuitiva.

Il pittore e diverso, ma stiamo parlando d’altro: di qualcosa che ha attinenza con la riproduzione più o menon fedele della realtà, ma senza un guizzo, un dettaglio fuori posto o un vero pensiero dietro il colore .

Per esempio , L’arcangelo Gabriele Di Dal Dosso non e raffigurato in modo classico : in fatti al primo sguardo non lo si nota, non vediamo il messaggero portatore dell’Annunciazione, e nemmeno la Vergine Maria, no .

Ma possiamo intuire la conseguenza del messaggi che ha recato con sé in quel tondo azzurro ( il colore dell’ Iconografia classica del manto di Maria, della trascendenza) e aperto, che racchiude il rosso terreno della vita che sta prendendo forma e che sarà Gesù.

Il segno di Rudy Dal Dosso è uno di quelli che possiamo dire sicuri, veloci, che non hanno ripensamenti: l’idea si fa decisa, non teme la tela bianca, perché alla guida c’è una mano che segue lesta il pensiero, con pochi segni ma buoni

Vittorio Sgarbi